Frama Film
International

Frama Film International, diretta da Victor J. Tognola che l’ha creata, attualmente produce fiction e documentari di raccolta di memoria, di sensibilità verso la natura, alla quale tutti noi tutti apparteniamo, anche se lo abbiamo in parte dimenticato.

In particolare si rivolge ai giovani presi dalle tecnologie, giochi, telefonini, web, che stanno vivendo dentro un mondo sempre più virtuale e hanno bisogno di riferimenti, di memorie del passato per comprendere meglio il presente.

Victor J. Tognola inizia giovanissimo, scrive racconti per la pagina letteraria di Libera Stampa, allo stesso tempo si trova nel mondo della Radio Svizzera (RSI).

Sotto la guida di Felice Filippini Direttore dei Servizi Parlati, scrittore di genio e pittore che per prima cosa gli regala il suo disegno del “Seminatore”.
Il suo mantra è che ogni lavoro creato diventa un seme per il presente e un fiore per coloro che verranno dopo. Victor si occupa di documentari radiofonici, scrive radiodrammi, fa il reporter, crea la rivista radiofonica “La Luna si è rotta”.

Nelly Valsangiacomo: Voce e specchio.
Storia della radiotelevisione svizzera di lingua italiana, Locarno, Dadò Editore, 2009.

Trasmissione di varietà radicalmente innovativa che introduceva elementi di rottura rispetto ai normali programmi. La novità fu resa possibile dall'introduzione del nastro magnetico che, grazie alle forbici, permette la scomposizione di musiche e di canzoni.

Nascevano nuove frasi, tratte da differenti pezzi, di cantanti diversi, rimontate in nuove sequenze, che si trovavano a far botta e risposta, creavano un teatro dell'assurdo, suscitando sorprendenti giochi di ironie, ma non solo: tra sketch e ricomposizioni, la sensazione di assurdo che emanava dai prodotti così ottenuti era accresciuta dal fatto che all'interno delle canzoni fatte a pezzi venivano inseriti rumori di varia natura, versi di animali, tra i quali ricorreva l'ululato dell'unico coyote presente in Discoteca Rumori.

Così, ad esempio, il Tango ltaliano, che un noto re della canzone napoletana interpretava taaango che nella Luna si allungava ad libitum, grazie all'inserimento di un gong dello stesso tono musicale che, a sua volta, impalpabilmente, diventava un coyote texano.

In realtà, non erano solo le canzoni a essere fatte a pezzi, era il concetto stesso di varietà. Tognola proseguì su questa linea con una serie di trasmissioni e rubriche di uguale successo, quali la Luna non si è rotta, il Controgatto, Quando il Gallo Canta, Can (ululato del coyote)... Zoni, Peekaboo, Attenti al filone, Perché attenti al filone?

Victor J. Tognola trascorre alcuni anni a Milano. Dalla Terrazza Martini invia alla RSI interviste con personaggi della cultura e dello spettacolo di passaggio a Milano, tra cui Vladimir Nabokov, Joan Crawford, Marina Vlady, Josephine Baker, Catherine Dunham, John Steinbeck, Benoit Mandelbrot, Sathya Sai Baba, Simon Wiesenthal, Wilhelm Backhaus, Albert Hofmann, Narayana Kasturi, Wilhelm von Sternburg, Alexander Shulgin, Ralph Metzner, Sergio Leone, Dino Risi, Derrick de Kerckhove, Paolo Grassi, Wolf Dieter Storl, Elémire Zolla, Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini, Roland Petit, Yves Montand, Hannes Schmidhauser, Sacha Distel, Donald Sutherland, Lale Andersen, Vittorio Gassmann, Anna Proclemer, Max Frisch, Martin Sheen, Imee Marcos, Tahnee Welch, Pierre Lévy, Marcel Marceau, Edgar Morin e Mario Tobino.

Scrive per il quotidiano Il Giorno, collabora con Rai Torino dove gli chiedono l’evoluzione de “La luna si è rotta”: “A briglia sciolta”.

Assunto dall’Agenzia di Comunicazione americana Mc Cann Erickson, entra nel team che si occupa di Barilla, Fanta, Palmolive. Realizza i suoi primi documentari televisivi, fonda Frama Film International, inizia un’intensa produzione di spot nazionali e internazionali. Per imporsi tra i giganti, che pure hanno immensi budget, propone, sempre con alto livello tecnico e realizzativo, idee creative semplici, la cui forza non richiede grandi messinscene. Arrivano i “Leoni di Cannes”, e il Grand Prix per lo spot Araldit di Novartis nel 1990.

Realizza due serie di Cartoni animati “Le più belle Fiabe del Mondo”, tratte liberamente da Esopo e “Clorofilla dal cielo blu” dal romanzo di Bianca Pitzorno (Mondadori), sempre con i disegni di Adelchi Galloni. Negli anni ottanta scrive e dirige il lungometraggio di fiction “Illusione” che va alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Cinema di Venezia, al Karlovy Vary International Film Festival, al Festival Internazionale Audiovisivi d’Europa FIADE col premio per la migliore attrice ad Adelheid Koch. Il Festival Internazionale della pubblicità di Cannes lo incarica con altri 5 registi di realizzare il film del giubileo dei vent’anni del Festival. Fa parte di Art Directors Club Svizzera e di Art Directors Club Europe.

È nel Gruppo di lavoro Heptagon con Justus Dahinden, Albert Ernst, Ernst Hiestand nel progetto Kultur - Arena per la città armena di Spitak, rasa al suolo dal terremoto del 1988. Fa parte del Comitato Svizzero dell’Associazione dei Produttori di Film di Comanda, per il quale organizza tre edizioni del Festival “I Cristalli di Locarno”.

È consulente della Commissione Federale per la Formazione Professionale e la Tecnologia e membro svizzero nella giuria del Golden Drum Advertising Festival und Media Meeting di Porto Rose 2008.

Dal 2010 lascia la pubblicità per concentrarsi su fiction e documentari di memoria e riferimento.

La sua filmografia coincide con quella di Frama Film international, sua creatura alla quale dedica forze e tante idee.

Tra i suoi lavori recenti figurano i documentari La macchina venuta dal futuro (premio Alejandro Jodorowsky - Hermetic International Film Festival di Venezia) e Samadhi: We Are One, vincitore del Best People and Nature Award al Japan International Wildlife Film Festival.

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